KUMIKO:

E te lo voglio dire cosa ti posso dare un sogno e due parole senti senti senti senti sentimi io sono gioia nera e scappo per dolore io porto il malumore sono nera ma so ridere di me Mi basta solo un gesto per prendere e scappare e come un animale corro corro corro corro corro io sono gioia nera non pensare piu' a me io sono gioia nera non pensare piu'a me e ho le mie ragioni ma non le so spiegare forse non sono chiare o forse non convincono nemmeno me Ma che cos'e' l'amore ma che cos'e' il dolore disordine mentale ma speciale che comunque finira' io sono gioia nera non pensare piu' a me io sono gioia nera non pensare piu' a me... Fuoriuscita da un bozzolo appiccicoso, soffro di sindrome d'abbandono, insonnia, rabbia ed emotività repressa. Cambio troppo in fretta. Amo i temporali o la pioggia in genere, l'autunno, l'odore di polvere, l'alito che si condensa, i tulipani gialli, le unghie rosse, i piercing sulla bocca, baciare le labbra screpolate di una ragazza, farmi la doccia al buio, leccare la neve, mordermi le mani a sangue. Adoro la mia stramagrezza, le creature androgine, la vista del sangue, i ben educati che scelgono la maleducazione, chi ne sa più di me, chi sa farsi i cazzi propri. Mi piace la mia insonnia, l'odore di cannella, le mie pareti rosse, le gomme alla ciliegia, l'odore di sigaretta sulle dita, farmi uscire la cocacola dal naso, lo squilibrio. Sono infantile e selvatica. Malcontenta, gelida e necessito.
KUMIKO AMA COSE COSI'

perdermi a venezia, raccontarmi col cuore in mano perchè la voce per certe frasi non ce lho, farmi sconvolgere dalla gente, piangere per un film una canzone un immagine un pensiero
KUMIKO FA I CAPRICCI

quando mi trema il corpo per emozione, mi chiedono hai freddo? il mio smalto rosso per le unghie si rovina subito che non mi ci vede nessuno a fare la sexy punk che scazzo.... che non vivo le vite che vorrei, solo una e troppa indecisione la mia attuale mediocrità
Libri

il piccolo principe bellezza e tristezza il fucile da caccia il monte hiei poesie di E.Dickinson eva luna eva luna racconta J.Frusciante è uscito dal gruppo Taketori Monogatari Ugetsu monogatari La foresta in fiore Ricordi di un vicolo cieco ....da aggiornare
Musica

placebo the cure tool baby shambles the libertines the kooks blur Yann Tiersen carmen consoli prozac+ the clash the sex pistols the doors panic! Bright Eyes cibo matto the strokes marlene kuntz 3 allegri ragazzi morti ALBERTO SARDO Death cab for cuties the pixies david bowie
Citazioni

occhi spenti e vividi, bellissimi, di chi ha la fame fragile di vivere
Links
Anacoreta Nella Folla
Andata in Cina
DioneaeMuscipula
Glass House
l'inferno delle farfalle
La filogenesi ricapitola l’ontogenesi
mendokuse
my autunnal sonnet
ORA GIAPPONE
riportando tutto a casa
Scusi si può avere qualcosa di diverso?
Utopia
Categorie
andy
annunci
deambulazione incerta
fatti e desfatti
infezioni
la ragazza
omco foto di una deviata
rotola in testa
vignette
voglia zero
Archivio
oggi
settembre 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
Ultimi Commenti
Writ.in.Water in LABILE INTROSPETTICA...
Contattami
MSN Messenger
E-mail me
Contatore
KUMIKO è stato scoperto da *loading* visitatori.
Credits
Il template è interamente opera di Machiavelli.
Le immagini sono di proprietà di Ai Yazawa.

1 2 3 4 5
successiva
ultima
LABILE INTROSPETTICA PARTE 2
scritto da Mendy alle 16:59
mercoledì, 19 settembre 2007

    La domanda che più mi assilla è perchè mi sento così artificiale? Sarà forse il prodotto dello sforzo di restaurare l'innocenza? O sarà che, contaminata, reazioni operano ad un livello di coscienza insondabile e     spurgano, da pori dalla posizione indeterminata, folate di pensieri ora taglienti che non lasciano cicatrizzare, ora caldi come la propria rassicurante pelle. In tutto c'è il mio odore, che riflette nella sua trasparenza     gli inevitabili contatti ambientali. Odore. So di fiori di loto e di bambù, caramelle di zucchero al sapore di fragola, fumo e tabacco sulle dita, vestiti affumicati che appana lavati sanno di vaniglia e ammorbidente.
    Ma la mia pelle. La mia pelle sa di vecchie voragini riassorbite, che solo occhi attenti vedono. Sa di violenza dolce come le fragole sventrate sulle lenzuola sporche di panna. Sa di foglie umide raggrumate nello     scolo della strada, sa di saliva, di menta, di crema al miele. Il mio odore è caldo e ha l'aroma di una romantica violenza.

commenti (3) | Categoria : deambulazione incerta

LABILE INTROSPETTICA PARTE 1
scritto da Mendy alle 16:58
mercoledì, 19 settembre 2007

    Assorta in peregrinaggi interiori. Affatto percettibile il distacco razionale dal reale sensibile. Distorta fame emotiva, emotiva libagione ricercata in simbologie di solitudine e freddezza apparentemente asettica, ma     dall'utilità indiscutibile: riflessione comparativa, meiosi di idee, empatia trasfigurata. Eccomi conficcata nell'asfalto corvino, liscia, luccicante, dritta, gelida, spiccatamente circondata da un ambiente che non mi     tocca, concentrata nelle osservazioni dei cambiamenti meteorologici e degli svariati oggetti abbandonati al suolo. Ciò a cui aspiro nelle massime altezze spirituali e nelle estreme ombre recondite dell'animo. A     questo pensano i lampioni sulla via.
   
    Sono un insieme di flussi arrugginiti e valori che come bulloni strutturano lo scheletro del mio pensiero. Corro lungo le pareti scalcinate abbracciando sentimenti che, come grandi edifici, tocco solo in parte, non     vedo altre facce delle emozioni. Alle intemperie perdo fiducia e mi incancrenisco, lo sguardo umano non si posa su di me, non vede la bellezza negli arricciamenti, nelle curve, nei percorsi del mio carattere.     Questo provano i fili, tralicci, i tubi a vista.
   
    Mi staglio da una base scivolosa, sul baratro di un mondo lontano, non conosco ciò che vive con noncuranza sotto di me e che paradosalmente è il mio sostegno. Allungo una moltitudine di strumenti per     percepire informazioni che rielaboro e trasmetto nell'aria. Non ho altra funzione nè atro istinto che recepire, carpire, fare mie, onde emozionali, impulsi sensoriali, segnali concettuali, trascendendo dalla realtà     convenzionale e dall'originalità comunque soggetta a canoni. In una dimensione nè aliena nè umana, che si esprime in codici criptati e di interpretazioni infinitamente diverse. Così vivono parabole e antenne.

commenti | Categoria : deambulazione incerta

REAGENTE CHIMICA EMOTIVA 1.1
scritto da Mendy alle 16:58
mercoledì, 19 settembre 2007

Nel parcheggio riservato alla fermata delle corriere, sedevo sotto il tetto di plastica dell'ultima panchina d'attesa. A lato, un muretto di grezzi mattoni di cemento, grigi come l'asfalto della strada striato dai segni     dei pneumatici dei mezzi di trasporto pubblici, separava la piazzola dal parcheggio per le automobili. Dal muro basso e scalcinato si alzavano, ordinati, snelli pilastri di cemento, dai quali uscivano, per un quarto     conficcate, grosse schegge di ferro arrugginite. Queste sostenevano del filo spinato che tagliava il tramonto sbiadito quasi fosse un gesto inutile e d'abituale indifferenza, suscitando in me una sensazione     violenta di frustrazione, dovuta ad un ricordo ridestato: le mani di Matsukoto che, mentre parla con gli amici, compiono un movimento automatico e si spostano dalla superficie del tavolo, ricoperta di briciole, alle     sue ginocchia, evitando di lasciarsi toccare dalle mie. Velando il presagio di lacrime con il fumo di sigaretta, sforzai l'animo ad allontanarsi da quelle note dolorose per non colmarmi dell'impressione di essere     abbandonata a me stessa, quasi fossi, questa la definizione che mi si scolpì in mente, un "rifiuto emotivo tossico".

commenti | Categoria : infezioni

l'orecchio
scritto da Mendy alle 14:30
sabato, 31 marzo 2007

voglio che stia dietro la percezione

voglio stare dentro la proiezione

e che nell'ambiente rimbalzi solo

la dolce smorfia del cuore.

voglio sapere a memoria il suo tono di voce.

voglio vedere il colore della sua pelle bagnata di luce.

più che curiosità necessito. necessito.

e tutto il resto è più sopportabile quando dentro covo un piccolo mostro felice.


commenti (3) | Categoria : la ragazza, infezioni

ai miei baci
scritto da Mendy alle 17:46
mercoledì, 28 marzo 2007

ringrazio di cuore i miei sorrisi da ebete lesa. A quanto pare il mio sad boy sta imparando a sorridere. E anche se lo amo per la tristezza che ha vederlo sorridere mi piace ugualmente.

Kumikooooo muooriiiii

Love e grazie a chi ultimamente mi ha scritto un PVP. ci siamo capite.^^


commenti (4) | Categoria : andy

Annuncio 4
scritto da Mendy alle 17:53
mercoledì, 21 marzo 2007

io ho un problema con le persone:

mi sconvolgono, me ne innamoro, me ne separo.


commenti (5) | Categoria : annunci, fatti e desfatti

Odore di rancore o buonumore?
scritto da Mendy alle 17:50
mercoledì, 21 marzo 2007

cos'è questo malcontento, la voce capricciosa, gli occhi stizziti? e pensare che dentro son così felicemente e fragilmente innamorata della mia mediocre vita, confusa tra i mediocri a vegetare.

poi arrivano le persone fiaccola, quelle che per intendere bruciano tutto e subito e anche te e ti si infiamma il cuore e dici MA CHE CAZZO CI FACCIO IO QUI? e le vorresti prendere tutte per mano e essere loro e mangiartele.

bocca rosauffa quando poi capita di essere una fiaccola a mia volta non lo capisco mai e butto acqua. Evvai di mediocrità di nuovo. Sì e poi prendo il treno e vado lontano per raggiungere la ragazza di cui mi sono innamorata per una fotografia di lei che piange e toc! sveglia ciccia la spaventi così. Altra fiaccola spenta.

Vado a fumarmi una cicca in mansarda.

A tutti voi, torno presto abusiva. Meglio così.


commenti | Categoria : rotola in testa, omco foto di una deviata

Fran, spiegami questa primavera
scritto da Mendy alle 11:34
mercoledì, 21 marzo 2007

Fran

Fran e primavera ICredi faccia male, vuoi sentire com'è perdersi negli occhi altrui e dimenticarsi chi si è. Forse ti ho chiesta io, invidioso della tua esclusività, volevo rubartela e lasciarti spoglia. Ma ho corso con te, ti ho raggiunta fino alla cima di quella collina, ad ogni battito un graffio in viso, e raggiunta la vetta mangiando nebbia, mi sono disilluso: non sarai mai di nessuno, sei già stata comprata dalla libertà. Fran e primavera IISei volta a crescere, il tuo viso a sorridere, mentre il mio vuoto è rivolto a distruggere, il mio volto a piangere.

Una vita fa mi dicesti che

non c'è angelo che tenga che il cielo non ha lo stesso colore per tutti che i sogni infranti rimangono nascosti sotto agli occhi bagnati che scolorano che lo devi amare e rispettare, il dolore, per poterlo sopportare che Fran e primavera IIIper convivere con le ferite non te le devi dimenticare, le devi accarezzare.

Non avevo capito che stavi sbocciando, che quell'unicità era la tua esperienza. Non avevo capito quanto fosse importante la tua

riconquistata innocenzaSei cresciuta un po' ed io no. Eppure con le tue stringi le mie mani e mi spieghi che una vittoria o una Fran e primavera IVsconfitta sono tali solo nel domani, che le cose sono belle solo se passate, perchè compiute. Che i miei occhi diventeranno più belli, spenti e vividi come i tuoi e guarderanno lontano, vedranno cose sempre nuove e nessuno capirà cosa fermenta in quegli iridi, quell'esclusività che attrira l'attenzione di chi non ha mai avuto la fame fragile di vivere.Fran e primavera V.

, spiegami questa primavera
 

 

 

questa è la mia primavera


commenti | Categoria : vignette, infezioni

ricordo di una notte di fine estate
scritto da Mendy alle 14:15
martedì, 20 marzo 2007

le pastiglie

Papà forse saresti ancora qua.


commenti (4) | Categoria : infezioni, omco foto di una deviata

Le innoque verità congelano le labbra
scritto da Mendy alle 14:07
martedì, 20 marzo 2007

In fondo... Non basta scegliersi per amarsi.

alice vs heidi

Guardo affamata la tua bocca ma non ti bacio e lo sappiamo entrambi perchè. La tua vana bellezza mi arma e mi attira vorace veloce violenta. Ma mi guardi e mi ricordi che non è questo che amo. Se non fosse per i tuoi cerulei occhi mi sarei scagliata su un corpo spinta dalla solitudine. E sappiamo quanto io desideri un amore lungo come un viaggio, nato tra i ciliegi in fiore, tra l'odore dolce di cachi e quello forte del sangue. Un amore che abbia il senso dell'amore.

Così volgo lo sguardo verso il ciliegio in fiore che coi suoi pizzi di primavera imbelletta un cielo giallo di tramonto. E aspetto ancora dai, non c'è fretta. Non posso permettermi di arrivare impreparata.


commenti (2) | Categoria : fatti e desfatti, omco foto di una deviata

1 2 3 4 5
successiva
ultima
Template by Machiavelli
Splinder logo
ultimi post | tag | utenti online | foto | video | audio
crea il tuo blog gratis su Splinder